L'annientalismo è INUTILE, come lo sei tu, del resto. Io non sono più annientalista o più utile di quanto non lo sei tu. L'annientalismo è qualcosa che ti possiede, non il contrario. Un fuggevole stato di oscurità interiore che adombra tutto il vomicreato, rivoltandolo come uno stampo in silicone e mostrandone gli oscuri risvolti interiori. Una pressa che ci schiaccia come pompelmi facendo debordare il contenuto a lordare una cartina tornabuio. Uno strumento di emancipazione neurale e un nuovo apparato escretore.
L'essere umano è composto al 90% d'ombra, umori, pulsioni. È un gretto apparecchio androide che scorre su binari cigolanti, perlopiù ignaro del suo linguaggio macchina. Occorre acquisirne contezza, e darne consapevolezza agli altri anelli della catena del cesso, così che non si venga travolti dallo scarico ogni volta che si espelle corruzione.
Occorre diventare macellai delle proprie tecnomembra e di quelle altrui, dissezionando con dovizia, minutamente, scomponendo in bit l'organismo e l'ano-anima, fino a ottenerne una visione disincantata e profonda. Mutare le pupille in pellicole al negativo, e i recettori audio in ascoltatori di significati, anziché registratori di strepiti e cacofonie.
Come tutti i veleni, l'annientalismo va preso in piccole dosi, se si vuole conquistare l'immunità che consente di trarne beneficio. Annegare nell'Annientalismo è Analogo ad Annientarsi. Non è uno stile di vita, non è una moda, e rifiuta ogni teca adamantina che lo intrappoli e lo tramuti in visione passiva.
FINE?
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